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Sottomessa al Piacere- La Nuova Me #2


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
20.10.2025    |    20.792    |    4 7.1
"Marco, il responsabile marketing con la camicia sempre stirata alla perfezione, lascia cadere la penna quando passiamo accanto a lui, la bocca leggermente aperta in un'espressione di stupore misto..."
Arrivo al mio ufficio: una stanza con pareti di vetro satinato, che lasciano intravedere ombre indistinte – abbastanza per stuzzicare l'immaginazione di chi passa, senza spoilerare i dettagli piccanti. Entro, e Luciana è lì, rasoio in mano, con un sorriso malizioso che dice «Pronta per il tuo trattamento VIP?».

«Buongiorno, dottoressa,» dice con voce vellutata, e io mi siedo sulla poltrona in pelle , allargando le gambe tremanti come da ordini precisi di Daniela, esponendo il mio sesso gonfio e lucido come un'opera d'arte moderna in una galleria proibita. L'odore dolciastro della mia fica riempie la stanza dai soffitti alti, un afrodisiaco naturale che si mescola all'aroma del disinfettante al limone, e Luciana lo nota subito, inalando profondamente con un ghigno che le increspa le labbra scarlatte.

«Noto con piacere una novità,» mormora con tono roco, fissando il plug blu luminoso e vibrante che cattura la luce mattutina filtrata dalle veneziane. «Inoltre, dottoressa, la sua figa sembra essere stata usata a dovere. La trovo molto dilatata, con queste labbra rosa scuro che pulsano come un cuore a vista. Cosa le è successo, Michela? Sembra reduce da una maratona erotica con un'intera squadra di rugby.»

Gemo piano, il plug che mi tormenta come un diavoletto blu che preme implacabile contro ogni terminazione nervosa del mio canale anale, inviando scariche elettriche fino alla base della spina dorsale.

«Che fai prendi le distanze e mi dai del Lei? Lo sai bene quello che mi è successo…» balbetto con voce spezzata, rotta da piccoli ansiti che non riesco a trattenere. Il mio corpo tradisce ogni parola con un fremito incontrollabile che mi percorre come lava incandescente dalla nuca fino alle dita dei piedi, facendomi contrarre involontariamente i muscoli interni attorno all'intrusione di acciaio. «Ti prego, basta con le parole, mettiti al lavoro.»

Luciana passa il rasoio sulle mie grandi labbra con tocchi precisi, ogni carezza un'esplosione di sensazioni – dolore misto a piacere, come un cocktail letale. Sono fradicia, un lago di desiderio, e lei lo vede, gli occhi che brillano di divertimento sadico.

«Sei proprio una troia da premio Nobel,» dice, infilando quattro dita dentro di me senza preavviso. Urlo, il dolore che si mescola al piacere in un turbine caotico. La mia figa, ancora dilatata , le accoglie come vecchie amiche, ma quando spinge tutta la mano, il bruciore è intenso, un fuoco che mi consuma dall'interno.

*** LUCIANA ***

Devo ringraziare Daniela dal profondo del mio cuore nero. Per anni ho sopportato questa puttana in tailleur che mi faceva restare in ufficio fino a notte fonda, la luce fredda dei neon che mi bruciava gli occhi mentre compilavo fogli su fogli. Mi chiamava alle undici di sera per documenti "urgentissimi" mentre era a cena in qualche ristorante stellato, il tintinnio dei bicchieri di cristallo in sottofondo.

Ogni sua parola era un bisturi affilato che mi scorticava l'anima: "Luciana, questa presentazione fa schifo," sussurrava con quel suo tono vellutato da predatrice. Ora è qui, nuda e vulnerabile come un agnello sacrificale, le cosce tremanti spalancate davanti a me.
La mia vendetta ha il sapore dolce del miele selvatico sulla lingua. Mentre affondo le dita nella sua carne morbida, sento un brivido elettrico risalirmi lungo la spina dorsale, un piacere oscuro che mi fa pulsare il clitoride.

Non mi sono mai considerata lesbica, eppure ora il profumo della sua eccitazione mi fa girare la testa come il miglior champagne. Termino la depilazione con movimenti lenti e precisi, il rasoio scivola sulla pelle tesa e arrossata. Senza preavviso, spingo la mano contro la sua apertura, sentendo le labbra gonfie aprirsi come un fiore carnoso sotto il mio palmo.
La sua vagina mi succhia dentro con avidità sorprendente, un calore liquido che mi avvolge fino al polso. Chiudo la mano a pugno dentro di lei, sentendo le pareti vellutate contrarsi intorno alle mie nocche, e inizio a spingere con ritmo implacabile. Michela emette un gemito gutturale, gli occhi che si rovesciano all'indietro mentre il suo corpo traditore si inarca verso di me, implorando silenziosamente per più dolore, più piacere, più umiliazione.

*** MICHELA ***

«Cazzo, cerca di essere più delicata, mi fai male» gemo, ma il mio corpo traditore si inarca verso di lei come un arco teso, ogni muscolo tremante che implora di più. «A me sembra che la tua figa rosea e gonfia possa accogliere anche qualcosa di più grosso, la mia mano è scivolata dentro senza nessun tipo di problema,» sussurra Luciana, le pupille dilatate di stupore, mentre spinge con forza facendo scricchiolare la poltrona sotto di noi. Il suo pugno mi riempie completamente, le nocche che premono contro pareti sensibili, un'invasione che mi fa urlare fino a sentire la gola bruciare: «Porca puttana! Cazzo, continua che sto godendo come una pazza!» Il piacere è travolgente, si irradia dal mio centro in onde concentriche.
Il dolore è un amplificatore perverso, ogni terminazione nervosa un filo elettrico scoperto che mi porta sull'orlo della follia. Ansimo, la saliva che mi cola dall'angolo della bocca, il mio sesso pulsa come un cuore impazzito attorno alle sue dita, contraendosi ritmicamente. Luciana ride soddisfatta, il rossetto leggermente sbavato, pensando probabilmente: «Questa troia è un capolavoro di sottomissione.»

La porta si apre di scatto con un cigolio metallico, e l'aria si carica di elettricità palpabile che mi fa rizzare ogni pelo sulla nuca. Daniela entra, accompagnata dalle sue curve autoritarie, il suo profumo speziato di cannella e cuoio che invade la stanza come un'invasione aliena, soffocante e inebriante. I tacchi risuonano sul pavimento, ogni passo un avvertimento ritmico e preciso: «Sono qui, e comando io fino all'ultimo respiro.» Mi fissa con occhi che mi spogliano di ogni difesa residua, le pupille dilatate come quelle di un predatore affamato, e io sento il cuore accelerare fino a 180 battiti, un desiderio viscerale che mi stringe la gola come una morsa d'acciaio rovente.

«Che Schiavetta Ubidiente, brava,» dice, la voce bassa e roca come velluto graffiato, carica di promesse oscure che mi fanno tremare le gambe. Le sue labbra carnose, dipinte di rosso sangue, si incurvano in un sorriso sadico che le increspa gli angoli degli occhi.
Luciana si ritrae con reverenza timorosa, il suo pugno esce dalla mia vagina con un suono umido e viscoso che riecheggia nella stanza come uno schiaffo liquido. Daniela mi afferra per un braccio, le unghie smaltate di rosso che affondano nella mia carne morbida, la stretta ferma come manette d'acciaio invisibili che mi marchiano la pelle pallida e sudata come un marchio invisibile. Sono sua e basta, quel tocco lo urla a tutto l'universo.

«Sei una cagna di prima categoria,» sussurra con un tono che è miele avvelenato, «e io adoro quanto ti abbandoni al tuo vero io.»

Mi trascina davanti alla finestra dell'ufficio, con vista sul parcheggio affollato. Con un movimento fluido abbassa le veneziane quel tanto che basta per creare un gioco di luci e ombre, un teatro delle silhouette per chi guarda dal basso. Preme il mio viso contro il vetro freddo, il contrasto con la mia pelle rovente mi fa gemere involontariamente.

«Voglio che ti guardino tutti,» sibila nel mio orecchio, il suo respiro caldo che mi solletica il collo come una carezza proibita. «Voglio che vedano come ti scopo, come ti possiedo completamente.»

Le sue dita scivolano lungo la mia schiena, seguendo la curva della colonna vertebrale come un pianista che accarezza i tasti prima di un concerto. Quando raggiungono il plug, lo ruota leggermente, strappandomi un grido soffocato che rimbalza contro il vetro appannato dal mio respiro irregolare.

«Ti piace essere esposta, vero? La rispettabile dottoressa trasformata in una vetrina vivente di lussuria.»

Il suo telefono vibra e lei risponde con un sorriso malizioso. «Sì, Sabrina, è qui con me. Completamente pronta. Arriviamo subito!»

L'idea che mia sorella stia per vedermi così, esposta e vulnerabile, mi fa tremare di vergogna e eccitazione in parti uguali. Daniela preme un pulsante sul telecomando e il plug inizia a pulsare con un ritmo forsennato, come un battito cardiaco impazzito. Le mie ginocchia cedono, ma lei mi tiene ferma, il suo corpo premuto contro il mio.

«Non osare venire,» mi ordina con voce tagliente. «Il tuo piacere mi appartiene. Ogni singola goccia.»

Le sue dita si infilano nella mia vagina fradicia, cercando quel punto magico che mi fa vedere le stelle. Lo trova subito, come se avesse una mappa dettagliata del mio corpo. Inizia a massaggiarlo con movimenti circolari, precisi e implacabili.

«Supplicami,» esige, rallentando deliberatamente.

«Ti prego,» ansimo, disperata, il vetro davanti a me che si appanna sempre di più. «Ti prego, Padrona, fammi venire.»

«Non ancora,» ride, "Prima dobbiamo andare da tua sorella.»

Usciamo dal mio ufficio e camminiamo lungo il corridoio, io davanti e lei dietro, mi guida con una mano ferma sulla schiena nuda. Ogni passo è una tortura deliziosa, il plug pulsa dentro di me a ritmo irregolare, controllato dal telecomando che Daniela tiene in tasca. I miei tacchi risuonavano sul pavimento come un conto alla rovescia verso qualcosa di inevitabile.

Gli occhi dei miei dipendenti mi seguono come fari nella notte, alcuni abbassano lo sguardo imbarazzati, altri mi fissano con bramosia mal celata. Marco, il responsabile marketing con la camicia sempre stirata alla perfezione, lascia cadere la penna quando passiamo accanto a lui, la bocca leggermente aperta in un'espressione di stupore misto a desiderio.

«Buongiorno a tutti,» dico con un tono che cerca di sembrare professionale ma esce come un gemito soffocato. Il plug vibra più forte, facendomi inciampare leggermente. La risata bassa di Daniela mi accarezzò la nuca.

«Attenta, tesoro,» sussurra, stringendo la presa sulla mia vita. «Non vorrai cadere proprio ora, vero?»

Arriviamo all'ufficio di Sabrina. La porta è socchiusa, il legno scuro lucido contrasta con la parete color crema. Entriamo, ma l'ufficio è vuoto, solo la sedia di pelle nera che gira lentamente come se qualcuno l'avesse appena lasciata. Daniela, con le unghie laccate di rosso scuro che sembrano gocce di sangue rappreso, mi fa segno di entrare nel bagno privato di mia sorella.

Il bagno di Sabrina è una stanza che rispecchia la sua natura contradditoria: piastrelle bianche lucide che riflettono la luce fluorescente in modo quasi doloroso, sanitari in stile moderno dal design minimalista e freddo, ma l'odore acre di urina che mi colpisce come uno schiaffo in faccia, pungente e inconfondibile. Il wc è sporco, striature giallastre che scendono come lacrime dalla ceramica, un testimone muto delle visite precedenti di Sabrina – un dettaglio che mi fa rabbrividire di disgusto misto a eccitazione che mi fa pulsare tra le gambe. Sabrina è lì, nuda e imponente, la pelle brilla di sudore sottile, con uno strap-on mostruoso: largo 8 cm, lungo 30 cm, nero e lucido come un'arma da guerra erotica, le cinghie di cuoio che mordono la sua carne morbida.


*** NOTE ***

Dopo la punizione inflitta da Daniela - quelle ore di umiliazione e piacere forzato che hanno lasciato segni rossi sulla pelle e cicatrici invisibili nell'anima - Michela è diventata una persona diversa. Oggi è il suo primo giorno di lavoro dopo la trasformazione, i suoi occhi verdi ora velati da una nuova consapevolezza, il suo portamento alterato da una sottomissione che pulsa sotto la superficie della sua pelle come sangue nelle vene.
Mi sono divertito ad immaginare i suoi pensieri febbrili mentre cammina per i corridoi aziendali, ma soprattutto quelli dei suoi dipendenti che notano il suo rossore improvviso, il modo in cui si aggiusta sulla sedia, il tremore delle dita quando afferra una penna. Pertanto anche in questa storia, suddivisa in 4 capitoli carnali, ogni tanto troverete dei piccoli cammei dei pensieri altrui - sussurri mentali proibiti, desideri inespressi, sospetti che solleticano la coscienza - spero vi possano eccitare fino a farvi mordere il labbro.

La storia che state leggendo, con i suoi respiri affannosi e le sue carezze proibite, nasce dalle avventure autentiche della mia amica "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere visitando il suo profilo su https://www.annunci69.it/palco/@Damabiancaesib.
Altri scrittori su A69 hanno già affondato le loro penne nella carne viva delle sue confessioni, ma la mia Dama - insaziabile esploratrice di abissi proibiti - ha scelto ME per spingersi oltre ogni limite conosciuto. Le sue fantasie più oscure, quelle che bruciavano troppo per essere rivelate ad altri, ora pulsano attraverso le mie parole!
Non osate accusarmi di plagio! Sto semplicemente violando il velo tra finzione e realtà, trasformando in inchiostro rovente ciò che lei mi sussurra nelle notti insonni. Questo è solo l'inizio di un'opera che farà tremare le vostre certezze morali fino alle fondamenta - un romanzo che un giorno esploderà come lava incandescente tra le vostre mani!

Permettetemi di ricordarvi:

- che queste pagine nascono da eventi vissuti, solo leggermente abbelliti dalla mia penna. La vera protagonista è "Damabiancaesib", la cui essenza potrete cogliere sul suo profilo.

- Questa e una storia che è già stata scritta tempo fa da un'altra mano e ora reinterpretata attraverso il mio stile, spero abbia acceso in voi sensazioni più intense e vi abbia ispirato nuove fantasie.

Ora sta a voi decidere: mi eleverete al rango di artista della parola erotica o mi relegherete tra i semplici sognatori con velleità letterarie? Vi prego, lasciate un voto generoso! E perché non un commento?

Anche quelli irriverenti sono benvenuti. O forse preferite sussurrarmi in privato qualche proposta che farebbe arrossire queste pagine, magari per un incontro che trasformi la fantasia in realtà, in qualche Club Privè di Bologna o dovunque il desiderio vi suggerisca.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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